Il Merletto di Orvieto dalle origini ad oggi!!!

La storia del merletto di Orvieto

Secondo le indicazioni del Generale Marziantonio, sembra che la storia del merletto sia iniziata negli ultimi anni dell’800 e affonda le sue radici nella trina di Irlanda.

Infatti ci è stato raccontato che presso la famiglia del Conte Cahen lavorava come dama di compagnia una signora irlandese, da cui è partito il lavoro all’uncinetto del merletto di Irlanda. Su iniziativa di alcuni aristocratici, nacque l’ARS WETANA, società di patronato, una sorta di sindacato iniziale, che si proponeva di dare alle dame del popolo un’opportunità di guadagno con un lavoro a domicilio non particolarmente pesante. L’idea era stata lanciata dal Senatore Conte Eugenio Faina e fu realizzata grazie al figlio Claudio, il quale si occupò di individuare un lavoro semplice, ma anche di valore, che le donne potessero svolgere a domicilio. Grazie a queste donne si formarono le prime cooperative femminili. Fu scelto il merletto d’Irlanda, sia per la sua originalità, sia perché consentiva di suddividere il lavoro tra più operaie. Per eseguire il merletto orvietano le operazioni tecniche necessarie si dividono nelle seguenti fasi: si esegue il disegno su carta e si riporta su una tela di cotone; si esegue l’ornato ( fiori, uccelli e fiori) seguendo il disegno e si imbastisce sulla tela; si applicano la puntina ( il contorno del centro) e i tondini; si esegue il fondo che può essere girato a stanghe nell’ornato e a tutte quelle tra i tondini; si toglie l’imbastitura, si inumidisce con amido diluito nell’acqua, si tira a rovescio e con ferro arrotondato in punta e scaldato, si da rilievo ai motivi.

L’ARS WETANA svolgeva attività di produzione e confezionamento di merletti con particolari richiami ornamentali al Duomo di Orvieto.

La bellezza dell’ornato a rilievo era esaltata dalla stiratura, che, con particolari accorgimenti e particolari attrezzi, detti “ ferri” , faceva si che esso richiamasse da vicino i bassorilievi del Duomo. Infatti i caratteristici disegni decorativo riprendono foglie di edera, fiori, figure di animali che si trovano proprio sui rilievi della Cattedrale.

 

La mostra continua all’interno di Palazzo Coelli ….